progetto
Dedalo
designer
Lentini Adele Maria, D’Amico Lidya, Ferraro Antonella
descrizione progetto
La realizzazione di questo progetto nasce dalla volontà di raggiungere un obiettivo, cioè quello di ottenere un set di lampade con oggetti di riciclo.
A tal scopo ci siamo indirizzati verso materiali di uso comune che si prestano allo sviluppo di nuove forme.
La prima lampada pensata, è una lampada da tavolo. L’idea di realizzarla, ci è sorta dopo aver osservato un quadro di Kino Mistral nel quale il pittore, attraverso il consueto uso di forti tonalità di colore, evoca paesaggi orientali dalle mille e una notte. Da qui il nome attribuito alla lampada “Notti d’Oriente”.
I materiali utilizzati sono:
· telaio in ottone,
· pietre di vetro colorate provenienti da bracciali e collane,
· filo di nylon,
· filo elettrico.
La struttura della lampada è in ottone, materiale che, pur mantenendo un costo relativamente modesto, risulta particolarmente adatto al progetto, sia perché è un metallo molto usato dagli artigiani turchi e arabi e, soprattutto perché la sua lucentezza accentua la luminosità del manufatto.
Le pareti dei tre ripiani cilindrici che danno una forma a torre alla lampada sono state riempite da fili (nylon) nei quali sono state inserite delle piccole pietre di diverso colore per ogni ripiano: viola per quello inferiore, rosso per il medio e giallo per il superiore.
Riguardo all’impianto elettrico, è stata prevista una lampada a baionetta a basso consumo per ogni ripiano ed un trasformatore di corrente nascosto all’interno della base. In detta base è stato praticato un foro dal quale viene fatto passare un filo elettrico, l’interruttore e la spina, tutti di colore bronzato per adattarli meglio alla struttura.
L’utilizzo dell’ottone ha richiesto il necessario intervento del fabbro per forgiare le varie parti della struttura della lampada.
La seconda lampada, è una lampada da parete (applique).
L’ispirazione è nata osservando un contenitore per le creme a forma di vasca stile retrò dalla linea sinuosa ed elegante. Il suo tocco di design ben si presta ad un ambiente di tipo eclettico e ludico…ecco nata “Folie Lumière”.
I materiali usati sono:
· Vasca in policarbonato
· Primer bianco
· Carta smeriglio sottile
· Polycolor oro pallido
· Rainbow color aragosta
· Vernice trasparente
· Pennelli
· Lampada luci led
· Alimentatore 240/5 volt cc
· Cavallotti
· Colla
Per prima cosa, le superfici sono state carteggiate con la carta smeriglio, poi il primer bianco per ottenere la base. Successivamente sono state date “due mani” color oro alla vasca e color aragosta alla lampada che inizialmente era di colore nero. L’abbinamento dei colori ci ricorda l’estate ed è proprio per questo che è stato scelto, anche se la lampada si presta a svariate finiture di colore. La lampada è costituita da un’ asta flessibile lunga circa 20 cm alla cui estremità c’è un sistema di luci led bianche. Per fissare la lampada alla vasca, sono stati usati dei cavallotti incollati alla struttura. Il sistema che tiene agganciata la vasca alla parete è costituito da due semicilindri cavi che s’innestano uno nell’altro bloccati da due viti.
Una parte è solidale al muro tramite due tasselli , l’altra parte è solidale alla vasca tramite un cilindretto filettato con flange e dadi.
La lampada è collegata ad un alimentatore da 240/5volt. Quando tutti i pezzi sono stati assemblati, abbiamo spruzzato la vernice trasparente per proteggere il colore sottostante e per dar maggior brillantezza all’oggetto.
La terza lampada, è una lampada da terra.
A tale scopo ci siamo indirizzati a cercare i materiali tra oggetti in disuso, da “sfascio” ( da noi inteso: luogo di chi compra vetture vecchie e danneggiate).
La scelta del soggetto, e quindi della forma della lampada, è il frutto delle possibilità che i materiali potevano darci.
Cosi, partendo dall’idea di utilizzare come paralume la rete inox bordata da due cerchi di una lama a nastro e come porta lampada il disco del freno di una vespa, si sviluppa il progetto di costruire una lampada che avesse in sé parti meccaniche di vari veicoli (moto, macchina, bici).
“Luce sfrenata” è stata pensata e creata per illuminare ambienti dinamici e creativi dove le idee sono in continua evoluzione e movimento, restituendo così ai singoli elementi il loro antico valore.
I materiali usati sono:
· Disco del freno di una macchina,
· Disco del freno di una vespa,
· Lame di una sega a nastro,
· Un vecchio portalampada bronzato,
· Campanello di una bici,
· Rete in acciaio,
· Tubicino in acciaio.
I singoli pezzi sono stati carteggiati, saldati ed infine verniciati con una tecnica molto semplice data dall’uso di bombolette spray.
“Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”
Empedocle Anassagora Democrito
tavole
tavola 1
tavola 2
tavola 3